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mercoledì 13 agosto 2014

Arriva in Europa lo scontro per l'introduzione della taglia XXXS

  • La catena di negozi d'abbigliamento J. Crew ha messo in vendita la misura XXXS “su richiesta delle clienti asiatiche”.
  • In Italia corrisponderebbe alla taglia 32, ovvero per donne con una vita di 58 cm.
  • Per i critici si tratta di una taglia estremamente piccola: “Viviamo in un paese che promuove l’anoressia” segnala una cliente.

La questione delle taglie dei capi femminili è tornata al centro delle polemiche in seguito alla decisione della popolare catena J. Crew di immettere sul mercato la XXXS.

A difesa di un’estrema magrezza? In risposta alle necessità di alcune clienti? Oppure un modo per far credere alle donne di indossare una taglia più piccola di quella reale? Le opinioni sono svariate.
Secondo J. Crew la nuova taglia risponde solo alla domanda delle sue clienti asiatiche che hanno bisogno di capi più piccoli di quelli distribuiti dalla casa produttrice. In effetti, il brand ha previsto di vendere la nuova taglia solo nei web-shop e in Asia. 
Inoltre, tiene a ricordare che la sua linea comprende anche taglie grandi e per persone alte.
La XXXS è pensata per donne con una vita di 23 pollici (58,4 cm), 11 pollici al di sotto della media statunitense (86,3 cm) secondo quanto riportato dal Daily News. Stando allo schema equivalente proposto da J. Crew sul suo sito, in Italia corrisponderebbe a una taglia 32. Per gli oppositori si tratta di una misura estremamente piccola, propria di una bambina.
“Viviamo in un paese che promuove l’anoressia e la vergogna per il corpo delle donne”, sottolineava questa settimana al Daily News una cliente della catena .


Tuttavia, per certi aspetti, la decisione permetterà alle donne più minute di comprare abiti disegnati su misura per loro, evitando l’acquisto nel reparto bambino.

LA TAGLIA DI VICTORIA BECKHAM E KEIRA KNIGHTLEY
Secondo il Daily News, la XXXS è la taglia adatta a celebrities note per la loro magrezza, come la cantante Victoria Beckham o l’attrice Keira Knightley. Ciò nonostante, più aspre critiche vengono rivolte al cosiddetto “vanity sizing” duramente attaccato dalle più popolari pagine web di moda come Racked e Capitol Hill Style.
Secondo le riviste del settore, sempre più brands di abbigliamento cercherebbero di attrarre le clienti europee aumentando le misure delle taglie e rendendo, quindi, necessario l’uso di una taglia a priori più piccola rispetto a quella che normalmente si indosserebbe.

“Il ‘vanity sizing’ di J. Crew ha raggiunto un nuovo grado di pazzia”, ha commentato Racked a proposito della nuova XXXS. Secondo i responsabili del settore, negli ultimi anni le imprese hanno smesso di usare gli standard più comuni fino ad oggi, aumentando progressivamente la misura delle taglie. Jim Lovejoy, direttore dell’inchiesta SizeUSA, spiega a Newsweek che: “le taglie sono cresciute di centimetro in centimetro affinché le donne possano usare taglie inferiori e sentirsi bene”.


Traduzione: Marcella Bucaria
Fonte: 20minutos.es
Lingua: Spagnolo
Testo originale: http://www.20minutos.es/noticia/2192356/0/venta-ropa/talla-xxxs/eeuu/

lunedì 4 agosto 2014

Esercizio fisico: cosa mangiare

Gli alimenti che si assumono prima, durante e dopo aver svolto un esercizio fisico sono fondamentali sia per i risultati che si vogliono ottenere sia per i benefici che si possono ricavare dal post-esercizio. Per trarre il maggior beneficio possibile dall'allenamento è preferibile mangiare cibi che forniscano abbastanza energia per sostenere l’intensità e  le esigenze dell’allenamento stesso.


Si sa che chi preferisce allenarsi al mattino di buon'ora non sempre si concede una colazione abbondante. Analogamente, chi dispone della pausa pranzo per fare un po’ di esercizio fisico nel poco tempo che gli resta non mangia in maniera appropriata. Sebbene nutrirsi adeguatamente sembri un compito difficile sarebbe indispensabile mangiare in modo corretto per raggiungere gli obiettivi dell’allenamento.

Per questo motivo, è bene seguire alcune indicazioni su cosa mangiare prima di iniziare l’attività fisica.


Quando mangiare
Svolgere attività fisica a stomaco pieno non è una scelta saggia perché il cibo che rimane nello stomaco durante l’allenamento può portare dolori, nausea e spasmi. Per assicurarsi l’energia sufficiente, ma ridurre la sensazione di malessere nello stomaco, è necessario che la digestione termini prima dell’inizio dell’allenamento.
Bisogna tenere presente, inoltre, che ciò che si ingerisce prima di un allenamento deve essere direttamente proporzionale ai propri obiettivi, alla propria fisionomia, nonché all'entità e all'intensità dell’allenamento stesso. Se si preferisce svolgere attività fisica al mattino presto è consigliabile optare per una colazione leggera e facile da digerire da fare più o meno un’ora prima dell’inizio dell’attività. E’ fondamentale che il corpo abbia il tempo di assorbire e digerire il cibo assunto e di trasformarlo, successivamente, in energia da bruciare durante l’allenamento. 

Cosa mangiare
Il glucosio è la principale fonte di energia nella maggior parte degli esercizi, pertanto uno spuntino pre-allenamento deve includere alimenti ricchi di carboidrati e allo stesso tempo facili da digerire. A seguire proponiamo una lista di alimenti permessi prima di iniziare l’attività fisica:
  • fiocchi di avena o semi di lino
  • pane integrale
  • barrette ai cereali
  • frutta assortita (le banane sono un’ottima scelta)
  • crostini
  • un succo di frutta o un bicchiere di latte

Se decidete di assumere una scarsa quantità di carboidrati prima dell’attività fisica allora sarà meglio compensare dopo l’allenamento. Alcuni studi compiuti da ricercatori suggeriscono che per bruciare i grassi è necessario mangiare solo dopo l’allenamento. Secondo questi studiosi, infatti, il corpo utilizzerà come “combustibile” per l’allenamento una maggiore quantità di grassi. Questo è un suggerimento da tenere a mente per coloro che amano esercitarsi al mattino presto, sebbene a nostro avviso sia meglio uno spuntino prima di iniziare.
Per coloro che, invece, amano allenarsi durante la pausa pranzo è sconsigliato “saltare” il pranzo essendo uno dei pasti principali della giornata.

Ricordate sempre che l’esercizio fisico e un’alimentazione sana sono due potenti alleati.

  


Traduzione: Marcella Bucaria
Fonte: Mulher Portuguesa
Lingua: Portoghese


lunedì 5 agosto 2013

Spaventati..e perdi peso!

Dimagrire vedendo un film sdraiato sul divano? Può sembrare una scena da sogno, ma non lo è – purchè il film sia un horror. E’ questa la conclusione di uno studio effettuato dall’Università di Westminster, nel Regno Unito, che ha dimostrato come la visione di un film agghiacciante permetta di bruciare tante calorie quanto quelle di una passeggiata di 30 minuti.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail, gli studiosi per valutare la quantità di energia impiegata durante la visione dei film hanno misurato il battito cardiaco, l’ossigeno inspirato e il diossido di carbonio emesso dai volontari, concludendo che quanto più i film erano spaventosi tanto più erano le calorie bruciate dagli spettatori.



Richard Mackenzie, specialista del metabolismo all’Università di Westminster, ha spiegato che l’alto tasso di calorie bruciate si deve “allo sprigionamento di adrenalina ad azione rapida prodotta nei brevi exploit di ‘stress’ o, in questo caso, di paura, che riduce l’appetito e aumenta il ritmo metabolico”.
In media, gli spettatori  hanno bruciato 113 calorie per un film di poco più di 90 minuti, stessa quantità di grassi che si brucia con una passeggiata di 30 minuti e valore sufficiente per eliminare, ad esempio, le calorie derivanti da una scorpacciata o da una piccola tavoletta di cioccolata.

I migliori film per bruciare calorie sono: il thriller psicologico “Shining”, del 1980, con Jack Nicholson (184 calorie); “Lo squalo” di Steven Spielberg (164 calorie) e il classico “L’esorcista” con Max Von Sydow (158 calorie).
Secondo il gruppo di studiosi, i film più recenti sono stati quelli che si sono rivelati meno efficienti.

Non hai ancora un programma per la serata?



Traduzione: Marcella Bucaria
Autore: Non Dichiarato
Fonte: Men's Health
Lingua: Portoghese 

mercoledì 6 marzo 2013

Volete migliorare la memoria? Cominciate a lavare i piatti!

A me piace suddividere i vestiti per il lavaggio, fare il bucato e stendere. Fino ad oggi non ho ancora capito il perché. Immaginavo si trattasse di quel tempo che io definisco “tempo di qualità con me stessa”; piuttosto imbarazzante. Però è vero, questo tempo, racchiuso dentro una routine da matti, è il tempo in cui lascio spaziare i miei pensieri. Il mio cervello si riposa. Sogno l'estate.



Secondo il professor Guy Sosheim, direttore della clinica di salute mentale per bambini e giovani dell'ospedale Ha-emeq, appartenente al gruppo di medicina generale, “sognare ad occhi aperti è un'azione inequivocabilmente positiva. È un tipo di attività meditativa. Un ritirarsi nel mondo dell'immaginazione, mentre viene mantenuto il legame con la realtà. Questo permette una specie di apertura, di introspezione, soprattutto in un periodo in cui viviamo in una realtà tanto esigente. Così possiamo analizzare il modo in cui ci si può confrontare con le difficoltà. L'ansia, per esempio, si risveglia quando una persona non ha la mente libera, e se riesce a sognare ad occhi aperti rende possibile questa libertà, genera un'attività psichica indipendente, riuscendo così a ridurla.

Alcune ricerche hanno già dimostrato che sognare ad occhi aperti stimola la creatività, ma uno studio recente prova chiaramente che ciò aiuta anche a migliorare la Memoria di Lavoro (Working memory) attraverso semplici attività quotidiane. Si tratta, cioè, di una specie di circolo vizioso: un'attività quotidiana favorisce i sogni ad occhi aperti e questo aiuta la Memoria di Lavoro e le soluzioni a lungo termine.




La ricerca, pubblicata nel Marzo 2012 sulla rivista Psychological Science, ha rivelato che più lasciamo vagare i nostri pensieri, più la Memoria di Lavoro aumenta. Questa memoria è una parte del meccanismo di memoria a breve termine, un'area che permette al cervello di destreggiarsi tra molti pensieri contemporaneamente, archivia le informazioni, è utile alle attività cognitive ed è legata all'intelligenza e alla comprensione della lettura. Migliore è la Memoria di Lavoro di una persona, più questa sarà in grado di sognare ad occhi aperti senza davvero abbandonare la mansione principale di cui si sta occupando. Secondo i ricercatori, quando svolgiamo delle attività quotidiane come andare in bicicletta, viaggiare in autobus, fare la doccia o lavare i piatti, il cervello mette da parte le risorse per i problemi più urgenti.

Ai partecipanti alla ricerca, tra i 18 e 65 anni, è stato chiesto di eseguire due semplici operazioni davanti ad un computer: la prima, premere un pulsante ogni volta che vedevano spuntare una certa lettera sullo schermo, e la seconda, premere il pulsante in sincronia con ogni respiro. Di tanto in tanto i ricercatori controllavano insieme ai partecipanti se i loro pensieri divagavano. In seguito li hanno sottoposti ad un esame cognitivo: è stato chiesto loro di ricordare le lettere che erano state proiettate sullo schermo e che ora erano incorporate in semplici quesiti di matematica. Coloro che avevano indicato di aver lasciato vagare i pensieri durante la prova, si sono rivelati dotati di una maggiore Memoria di Lavoro: erano più concentrati durante il test cognitivo e hanno ottenuto i risultati migliori.

Questi dati sono stati uniti a quelli di altre ricerche che hanno scoperto che i momenti nei quali il nostro ingegno opera al meglio sono quelli nei quali sogniamo ad occhi aperti. Secondo Sosheim “sognare ad occhi aperti permette al subconscio di parlare. Così possiamo imparare cose importanti su noi stessi, sulla situazione nella quale ci troviamo”. In pratica, noi torniamo in un posto sicuro e rilassante, in cui ci concediamo di riposare, di tranquillizzarci. Tuttavia, ai nostri giorni vediamo sempre meno persone che sognano ad occhi aperti. In ogni momento libero ci colleghiamo con un dispositivo elettronico e così si perde l'intimità dell'uomo con sé stesso”. 

Sosheim paragona i sogni ad occhi aperti anche al modo di giocare dei bambini: “quando i bambini giocano da soli è un po' come se sognassero ad occhi aperti. Sono consapevoli della realtà che li circonda ma nello stesso tempo ne sono distaccati, giocano con l'immaginazione. È allora che si gettano le fondamenta dell'infrastruttura per il rafforzamento mentale che una persona si procurerà in età adulta attraverso queste divagazioni. Questa, in pratica, ci permette di stare nel mondo della fantasia e contemporaneamente nella realtà, è un paradosso. Bisogna comprendere che la vita spirituale non si esprime solo nel mondo reale, ma anche nella fantasia. E per essere sani e mentalmente equilibrati bisogna essere in grado di passare tra i due mondi con elasticità, dobbiamo vivere in pace gli uni con gli altri”.

Un'altra ricerca, pubblicata nell'Ottobre del 2012, anche questa su Psychological Science, fa emergere che per le persone che desistono da un'attività complessa che stanno svolgendo, prendono una breve pausa e passano ad un'attività più quotidiana è più facile sognare ad occhi aperti per via della facilità del compito, per poi risolvere i loro problemi in modo creativo e migliore.

Secondo i ricercatori, sembra che noi elaboriamo dei pensieri in modo inconscio mentre siamo concentrati in un'altra attività. Hanno notato che i risultati dimostrano che mansioni semplici che ci permettono di vagare col pensiero sono la chiave per la soluzione di quesiti sofisticati. A detta del capo ricercatore, molti scienziati affermano di ricevere l'ispirazione proprio mentre il loro pensiero vaga e non è legato ad un problema che cercano di affrontare.


Quindi, la prossima volta che fate fatica ad essere operativi in ufficio, andate in cucinino a lavare le stoviglie. A quanto pare fa miracoli!



Autore: Rona Moore
Apparso su: Ha-aretz
Tradotto da: Ebraico
Fonte: http://www.haaretz.co.il/news/health/healthtip/.premium-1.1946483



martedì 26 febbraio 2013

Ricerca: cosa succede al corpo dopo meno di 6 ore di sonno?


Basta una settimana di sonno insufficiente e il vostro corpo darà segni di sofferenza: alto rischio di malattie cardiache, obesità e scarsa attività mentale. Una nuova ricerca britannica dimostra perché ci conviene dormire almeno 7 ore al giorno.




Lo stretto legame tra un buon sonno e una buona salute, è noto da tempo. Adesso, però, una nuova ricerca rivela che se dormiamo meno di sei ore ogni notte, ne ricaveremo un grave danno alla salute. (1)
Secondo i ricercatori, la carenza di sonno causa un cambiamento strutturale nei geni, provocando la distruzione dei processi di risanamento e rinnovamento del corpo. Ma la scoperta più significativa è che il danno comincia a manifestarsi già dopo una settimana di sonno insufficiente.


I ricercatori dell'Università del Surrey hanno diviso in due gruppi i 26 soggetti che hanno partecipato alla ricerca. Un gruppo ha dormito meno di sei ore per notte per una settimana. Il secondo gruppo ha dormito ogni notte per dieci ore.

Il danno comincia già dopo una settimana


Alla fine della settimana, i ricercatori hanno impedito ai due gruppi di dormire per 40 ore e in seguito sono state fatte a tutti i partecipanti le analisi del sangue.

Queste sono poi state esaminate e dai risultati è emerso che la carenza di sonno ha modificato l'attività di 711 geni, compresi quelli legati al metabolismo, allo stress, al sistema immunitario e quelli che contrastano le infezioni.
Inoltre, è noto che l'attività del corpo dipende dai geni per la produzione delle proteine che utilizza per il risanamento dei tessuti danneggiati. La ricerca ha rivelato che questo meccanismo smette di funzionare già dopo una settimana che non dormiamo bene. Un'altra scoperta importante è che un sonno insufficiente influenza anche l'attività dei geni legati al nostro orologio biologico. (2)


Nonostante questi risultati preoccupanti siano reversibili con una settimana di sonno sano e di qualità, i ricercatori affermano che lunghi periodi di carenza di sonno possono portare a problemi di salute molto gravi, tra i quali obesità e problemi cardiaci.
Altre ricerche hanno dimostrato che la mancanza di sonno può portare a deficit cognitivi, come per esempio incapacità di guidare con prudenza o di eseguire azioni relativamente semplici in maniera consecutiva. (3)

“Le persone non sono consapevoli del danno che fanno a loro stesse”



Il professor Colin Smith, uno dei ricercatori più esperti, ha reagito così: “I risultati preoccupanti si sono avuti dopo una settimana di mancanza di sonno di buona qualità. Ma ci sono molte persone che non dormono abbastanza per periodi lunghi e non sono per nulla consapevoli del danno che fanno a loro stesse”.

Il dottor Akhilesh Reddy dell'Università di Cambridge sostiene che i risultati importanti della ricerca siano quelli riguardanti l'influenza della carenza di sonno sul sistema immunitario e il suo legame con il diabete. “Noi non sappiamo esattamente cosa provochi l'arresto del funzionamento di questi meccanismi in seguito a carenza di sonno, questo evidenzia soltanto il fatto che il sonno è molto importante per il rinnovamento delle cellule e per la loro corretta formazione”.


Note


(1) הקשר ההדוק בין שינה טובה לבין בריאות, ידוע כבר מזמן. אבל עכשיו מחקר חדש מגלה כי אם ישנים פחות מ-6 שעות בכל לילה, מדובר בנזק בריאותי חמור.

(2) בנוסף, ידוע פעילות הגוף תלויה בגנים לצורך ייצור חלבונים שהגוף משתמש בהם לשיקום רקמות פגועות. המחקר מצא כי המנגנון הזה מפסיק לעבוד, כבר לאחר שבוע בו אנחנו לא ישנים טוב.
 ממצא חשוב נוסף הוא כי שינה לא מספקת, השפיעה גם על פעילות גנים הקשורים לשעון הביולוגי שלנו.

(3) למרות שהתוצאות המדאיגות הן הפיכות לאחר שבוע של שינה איכותית וטובה, החוקרים טוענים כי תקופות ארוכות של מחסור בשינה יכולות להוביל לבעיות בריאות קשות מאוד, ביניהם השמנת יתר ומחלות לב.
 מחקרים נוספים הראו כי מחסור בשינה יכול להוביל לליקויים קוגניטיביים כמו למשל, חוסר יכולת לנהוג בזהירות או ביצוע פעולות פשוטות יחסית באופן רציף.



Autore: Yuli Shapir
Apparso su: Yediot Ahronot
Tradotto da: Ebraico
Fonte: http://www.ynet.co.il/articles/0,7340,L-4349651,00.html

lunedì 25 febbraio 2013

Come ho imparato a cucinare


Le lezioni di cucina stanno per diventare obbligatorie per tutti gli scolari in Inghilterra, fino ai 14 anni. Era ora! - dice Esther Walker, che ha dovuto imparare a cucinare da sola.




Quattro anni fa, quando sono andata a vivere con mio marito, cucinava lui perché io non ci riuscivo, non sapevo come fare. Non lo facevo per dispetto o per una presa di posizione femminista, semplicemente non sapevo da dove cominciare. Giles era – ed è – un critico gastronomico. A lui non importava che io non sapessi cucinare, era solo contento che non fossi vegetariana. Così cucinava lui o mangiavamo fuori.
Nonostante guardassi mia madre preparare la cena ogni sera per non meno di sei persone nei 25 anni in cui ho vissuto a casa, non avevo idea di come facesse. (1) Faceva la spesa ogni giorno, comprava tutto ciò che aveva un adesivo con su scritto “offerta” e poi lo mangiavamo per cena. Durante la crisi della mucca pazza, quando la carne bovina con l'osso era sporcizia a buon mercato, mangiavamo da re.


Non mi era mai capitato di dover imparare a cucinare. Pensavo che quando fosse venuto il tempo l'avrei fatto e basta, istintivamente. Probabilmente il motivo era la tranquillità di mia madre quand'era in cucina: a guardarla sembrava che preparare la cena ogni sera per una tavolata piena non fosse un problema. Lo faceva apparire così semplice. (2) Ma non ci ha insegnato a cucinare e io non gliel'ho chiesto. Mia madre, anche se non è noto alcun suo difetto, non è una maestra di vita. Lasciava che ci arrangiassimo da soli. E noi – le sue quattro figlie – per lo più l'abbiamo fatto.

Di certo non mi hanno insegnato a cucinare a scuola. Andavo in una grammar school nel nord di Londra degli anni '90: l'idea di insegnare economia domestica alle ragazze era abominevole – perché, per poter diventare schiave in cucina di un maiale sciovinista? Noi avremmo dovuto gestire compagnie, diventare chirurghi o altri pezzi grossi. (3) Come si aspettavano che ci nutrissimo, lasciando stare il nutrire altri, non lo so. Forse pensavano che avremmo assunto dei cuochi, o che l'avrebbero fatto i nostri mariti, o che avremmo preso del cibo pronto. Forse davano per scontato che ce lo stessero insegnando a casa.

Adesso lo Stato si è accorto di aver sbagliato con un'intera generazione abbandonando questo lato della sua educazione e ha risposto con lo School Food Plan, ideato da Henry Dimbleby e John Vincent, fondatori della catena di ristoranti Leon, che renderà obbligatorie delle lezioni pratiche di cucina per tutti gli alunni d'Inghilterra fino ai 14 anni. Non si tratterà solo di disegnare cartoni per la pizza e discutere dell'importanza di lavarsi le mani, ma di imparare a cucinare “un repertorio di piatti salati”. Non succederà troppo in fretta.

Quando sono arrivata all'università il danno causato dall'aver tolto dal programma le lezioni di cucina era evidente: nessuno sapeva cucinare, eccetto una manciata di figlie di papà che avevano fatto dei corsi o che avevano lavorato negli chalet. Gli altri di noi mangiavano cazzate. (4) Non c'è da meravigliarsi se sembravamo tutti così malaticci, ingrassavamo così tanto e ci sentivamo così male. Nonostante tutto, non cercavo una soluzione.
Quando, sui vent'anni, vivevo da sola in un appartamento a Londra, non cucinavo nemmeno lì. Le sere in cui ero dentro, compravo la cena tornando a casa e nel frigo non tenevo altro che bottiglie di vino bianco acido, mezze vuote.

Dopo essere andata a vivere con mio marito, ho provato a cucinare per lui una volta o due, dato che avevo sentito dire che agli uomini piacciono le donne che sanno cucinare, ma mi è venuto sempre terribile: risotti brodosi con troppo olio di tartufo, tagli di carne non identificati comprati in preda al panico e maneggiati con la sensibilità di un elefante. C'erano delle odiate verdure troppo cotte e a volte pollo, ancora un po' rosa al centro oppure carbonizzato e in fiamme.

Poi, dopo un afflusso di sangue alla testa nel 2009, ho lasciato il lavoro – dritta dentro una fase di recessione. Così mi sono messa ad insegnare a me stessa a cucinare e ne ho parlato in un blog. L'anno successivo, io e Giles ci siamo sposati e l'anno dopo abbiamo avuto una bambina, kitty – e adesso saranno due, un altro nascerà a maggio. È stato dopo la nascita di Kitty che cucinare ha smesso di essere divertente e ha cominciato ad essere una cosa terribilmente seria. Improvvisamente c'erano una bambina e un marito da sfamare.

Quasi contemporaneamente Giles ha cominciato a lavorare di più e ci siamo ritrovati presto nelle dinamiche domestiche vecchio stile in cui Lui porta lo stipendio e Lei sforna la cena. Sono stata fortunata ad avere Giles con cui fare pratica di cucina. È sempre gentile riguardo quello che preparo (anche se qualcosa è andato storto) e sempre entusiasta di qualcosa di nuovo.

Le famiglie, mi sono accorta, si fondano per lo più sulla cena e se non sapessi cucinare sarebbe un grosso ostacolo all'armonia domestica. E ce ne sono già abbastanza. Ma anche se riesco a cucinare una serie di pasti per la famiglia senza pensarci troppo, è comunque un lavoro pesante e quando si avvicina l'ora di cominciare a pensare alla cena mi viene ancora l'ansia. Come tutti, mi ritrovo al supermercato senza la minima idea di cosa preparare per cena. Come tutti, mi ritrovo spesso a rimandare il più possibile il momento in cui devo iniziare a preparare. Grembiule, tagliere, coltello. Di nuovo. Argh! A volte ho paura di servire a Giles non solo una pentola con la cena ma anche un bollito di tradimento femminista. (5)

Allora allento la presa. Kitty mangia abbastanza spesso uova sode e s'impegna per il tè. Mio marito, una volta alla settimana, si vede presentare un'omelette o lo mando a prendere del cibo pronto o gli chiedo di prenotare un ristorante. Ed è lui a cucinare quasi tutto nel fine settimana. Ogni tanto ripenso al temperamento addirittura instancabile di mia madre quando arrivava l'ora dei pasti e mi vergogno un po'. Se a tutti venisse insegnato a cucinare a scuola in modo paritario, se la cucina venisse considerata un'abilità essenziale per la vita, come imparare a guidare o a parlare, proverei ancora – io o chiunque altro – questo stesso risentimento occasionale al riguardo? (6) 
Ho imparato a cucinare per caso ma so che molti dei miei coetanei non hanno mai imparato e probabilmente non impareranno mai.
Spero che ci saranno ancora lezioni di cucina a scuola quando i miei figli saranno abbastanza grandi da imparare; e anche in quel caso mi assicurerò che non vadano via da casa senza sapere come fare uno spezzatino, arrostire un pollo o impastare una torta. Se ho imparato qualcosa negli ultimi cinque anni, è che la cena è semplicemente troppo importante per essere lasciata al caso!

The Bad Cook di Esther Walker's  sarà pubblicato come EBook da The Friday Project il 28 March. Segui la scrittrice su @estherwalker

Note


(1) (...) It wasn't out of defiance or a feminist statement, I just didn't know where to start. Giles was – and is – a restaurant critic. (...)
Despite watching my mother make dinner for no fewer than six people every night for the 25 years I lived at home, I had no idea how she did it. 

(2) It never occurred to me that cooking was something that you had to learn. I thought that when the time came you would just do it, instinctively. My mother's tranquillity in the kitchen was probably why – she made it seem like making dinner every night, for a full table, was no big deal. She made it look so easy. 

(3) I certainly wasn't taught how to cook at school. I went to a north London grammar in the 90s: the idea that you would teach girls domestic science was abhorrent – what, so we could become kitchen slaves, you chauvinist pig? We were supposed to run companies, be surgeons and other big shots.

(4) The state has now realised that it has failed an entire generation by abandoning this side of their education; it has responded with the School Food Plan... It won't be just designing pizza boxes and discussing the importance of washing your hands, but learning to cook a "repertoire of savoury meals". It can't come too soon.
By the time I got to university the damage done by taking cookery off the curriculum was obvious: no one could cook, except a handful of Sloanes who had done courses or worked in chalets. The rest of us ate crap. 

(5) Families, I now see, are mostly about dinner and if I couldn't cook it would be a major stumbling block to domestic harmony. There are enough of those as it is. (...) Like everyone, I find myself at the shops at a complete loss as to what to make for dinner. (...) I sometimes worry that I am serving up to Giles not only a potful of dinner, but also a simmering plateful of feminist betrayal.

(6) And I cut myself slack. Quite often, Kitty will have a boiled egg and soldiers for tea.  (...)
At times I look back on my mother's relentlessly even temper when it came to mealtimes and feel a little bit ashamed. If everyone was taught how to cook at school equally, if cooking was treated as an essential life skill, like learning how to drive or spell, would I – or anyone else – feel the same occasional resentment about it? 


Autore: Esther Walker
Apparso su: The Guardian
Tradotto da: Inglese
Fonte: http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/2013/feb/23/how-i-learned-to-cook

sabato 16 febbraio 2013

Avete perso la voce? Così la riavrete!

Jessica Simpson

Stress emotivo, influenza o anche una respirazione non corretta possono lasciarci senza voce un attimo prima di un incontro importante sul lavoro o di un'apparizione in pubblico. Che fare quando la voce comincia ad affievolirsi e diventa rauca? Ecco i consigli di un esperto.


È l'incubo peggiore di tutti coloro che fanno della voce il proprio mestiere: un artista si prepara per un'esibizione importante e sa che un pubblico numeroso lo attende e che gli altri membri dello spettacolo dipendono da lui, e poi, un giorno prima dell'esibizione, la voce inizia a tradirlo. Sente bruciori e dolori alla gola, ha la voce debole e rauca. Adesso è chiaro: non potrà sostenere l'esibizione.

Circa una settimana fa si è trovata in questa situazione la giovane cantante Rudy Beinsin, in gara nel programma “The Voice”. Analizzando d'urgenza le corde vocali, si è scoperto che erano arrossate e gonfie, con segni di infiammazione e irritazione dovuti ad una leggera influenza unita allo sforzo durante le prove intensive per il programma. La combinazione di una cura medica e di una guida sul comportamento vocale da tenere durante la malattia le ha permesso di tornare rapidamente in pista e continuare a gareggiare esibendosi con una voce chiara e forte.

Perché succede? Le corde vocali sono una coppia di muscoli ricoperti da vari strati sottili e complessi che funzionano in armonia per produrre suoni che dipendono da una parte dal flusso d'aria proveniente dai polmoni, e dall'altra sono influenzati dalla nostra cassa di risonanza naturale: la faringe e le cavità nasali.
Al di là di ciò, la produzione della voce è un processo emotivo e un'espressione individuale. La qualità della voce è buona quando l'artista ha un alto grado di sicurezza ed è a suo agio, e similmente è scarsa se lui è ansioso. (1)

Possiamo suddividere i disturbi della voce in tre tipi:

  1. Problemi meccanici.
    Sono problemi che riguardano il funzionamento corde vocali: una malattia virale i cui sintomi sono mal di gola, tosse e raffreddamento può coinvolgere anche le corde vocali e causare una raucedine improvvisa anche grave, accompagnata da naso e orecchie chiusi e da una sensazione di malessere generale.
    Il fumo causa un danno cumulativo che, in alcuni casi, può provocare un disturbo improvviso della voce dovuto ad un edema o alla ruvidità delle corde vocali.
    Uno sforzo eccessivo della voce durante i preparativi per un'esibizione o sforzando la voce in modo irresponsabile può causare una microscopica lacerazione e il sanguinamento delle corde vocali, che si manifesta con perdita improvvisa della voce e mal di gola. (2)
    È possibile anche una combinazione di tutte queste cause.
  2. Problemi funzionali.
    Riguardano casi in cui le corde vocali sono integre e sane, ma il sistema non funziona come dovrebbe in modo efficiente. Una pressione eccessiva sulle corde vocali, un uso sbagliato dei muscoli della respirazione e del diaframma, una risonanza inutile: tutto ciò può causare un indebolimento della voce, affaticamento vocale e dolori durante l'emissione della voce. (3)
  3. Cause emotive.
    Un artista che sospetta di avere un disturbo delle corde vocali, in particolare in prossimità di un'esibizione importante, soffre di tensione emotiva crescente che causa un danno ulteriore alla funzione vocale. A volte la reazione emotiva è il problema principale che provoca all'artista un arresto del funzionamento vocale.

Cosa si può fare?

In caso di perdita improvvisa della voce, si tratta in genere di un fenomeno temporaneo e transitorio che è possibile curare efficacemente con l'aiuto di un medico esperto in malattie delle corde vocali.
Per prima cosa bisogna effettuare un esame approfondito delle corde vocali con i metodi avanzati attualmente disponibili nelle cliniche specializzate. L'uso di fibre ottiche flessibili o rigide e la video registrazione dell'esame sono necessari per la diagnosi e per guidare l'artista.
In seguito, la cosa più importante è far calmare l'artista, mostrargli le sue corde vocali e spiegargli la natura del problema. Spesso la spiegazione che che le corde sono sane e la dimostrazione della loro normale attività osservando insieme il video dell'esame trasmettono calma al paziente e apportando un sollievo che permetterà alla voce di tornare a funzionare, sapendo che non è stato causato alcun danno irreversibile. (4)

Se si tratta di un disturbo funzionale, è possibile guidare il cantante o l'attore ad utilizzare i suoi muscoli vocali nel modo giusto, che non provochi affaticamento o usura.
Se viene diagnosticata una malattia come un'infiammazione virale delle corde virali, un edema o il sanguinamento bisogna reagire con una cura immediata a seconda del caso. (5)

Come si fa a far tornare la voce?

  • Rilassarsi e riposare. Fate riposare le corde vocali quanto possibile ed evitate di parlare troppo prima di un'esibizione.
  • Riscaldare la voce. Pianificate un riscaldamento sistematico e rafforzate la vostra sicurezza nella voce.
  • Bevete molta acqua all'approssimarsi dell'esibizione. L'acqua calma la gola, aumenta l'umidità e previene la secchezza e il riscaldamento localizzato.
  • Assumete di farmaci appropriati. Per tutto ciò che riguarda le cure mediche bisogna stabilirle consultando uno specialista. È importante sapere che le cure contro l'allergia, anti congestionanti e farmaci per il raffreddore possono intaccare la qualità della voce. Gli antibiotici nella maggior parte dei casi non sono necessari e anche una cura di steroidi deve essere fatta con giudizio e con molta cautela. (6)

Specialista di chirurgia delle corde vocali e disturbi della respirazione e della deglutizione, gruppo ARM ospedale Assuta e centro medico Kaplan.

Note:

(1) מיתרי הקול הם צמד שרירים המצופים במספר שכבות עדינות ומורכבות, אשר מתפקדים בהרמוניה להפקת צלילים שתלויים מצד אחד בזרימת האוויר מכיוון הריאות, ומהצד השני מושפעים מתיבת התהודה הטבעית שלנו בלוע וחללי האף. 
(2) עישון גורם לנזק מצטבר, אשר יכול במקרים מסוימים לגרום להפרעה פתאומית בקול בשל בצקת או חספוס של המיתרים.
מאמץ יתר בהפקת קול בזמן הכנות למופע או בזמן מאמץ קולי לא אחראי יכול לגרום לקרע מיקרוסקופי במיתר ולדימום, אשר יתבטא באובדן קול פתאומי ובכאבים בגרון.
(3) מדובר במקרה שבו המיתרים עצמם בריאים ותקינים, אך המערכת אינה עובדת בצורה מתוזמנת ויעילה. לחץ מוגזם על המיתרים, שימוש לא נכון בשרירי הנשימה והסרעפת, תהודה לא יעילה – כל אלו יכולים לגרום לקול חלש, להתעייפות קולית ולכאבים בזמן הפקת קול.
(4) לאחר מכן, החשוב ביותר הוא להרגיע את האמן, להראות לו את מיתרי הקול שלו ולהסביר את מהות הבעיה. פעמים רבות, הסבר שהמיתרים תקינים והדגמת פעילותם הנורמלית תוך התבוננות משותפת בסרט הבדיקה ישרו על המטופל רוגע ויובילו להקלה שתאפשר חזרה לתפקוד קולי בידיעה שלא נגרם נזק בלתי הפיך.
(5) אם מאובחנת מחלה כגון דלקת ויראלית של המיתרים, בצקת או דימום יש להגיב בטיפול מיידי בהתאם למקרה.
(6) בכל הנוגע לטיפול תרופתי יש להפעיל שיקול דעת ולהתייעץ עם מומחה. חשוב לדעת שתרופות נגד אלרגיה, נוגדי גודש ומייבשים עשויים לפגוע באיכות הקול. אנטיביוטיקה לרוב אינה נחוצה, וגם טיפול בסטרואידים צריך להתבצע בשיקול דעת ובזהירות רבה. 


Autore: Dott. Yonathan Lahav
Apparso su: Yedioth Ahronot
Tradotto da: Ebraico
Fonte: http://www.ynet.co.il/articles/0,7340,L-4344265,00.html

lunedì 11 febbraio 2013

Integrale, rosso o selvatico: quale riso è più salutare? - Parte seconda



Valori nutrizionali generici


Il riso in generale, come tutta la famiglia dei cereali, è ricco di carboidrati. Rispetto al grano è povero di proteine. Quello integrale è più ricco di vitamine e minerali rispetto al bianco (vedere la tabella di seguito).
Contiene, tra l'altro, una quantità doppia di vitamina B1, tripla di acido folico e di ferro e quadrupla di calcio, e altro ancora. Naturalmente il riso integrale è più ricco di fibre alimentari rispetto a quello bianco.
In quanto a vitamine e minerali il riso parboiled è migliore di quello bianco.
Il riso integrale contiene una maggiore quantità di magnesio rispetto al parboiled e al bianco. 
Il riso selvatico ha delle caratteristiche nutrizionali simili a quelle del riso integrale.(1)


Valori nutrizionali del riso


Tipo di riso Bianco comune
(vari tipi)
Integrale
(vari tipi)
Riso Rosso Riso Selvatico Riso Parboiled
Calorie
131
123
169
110
167
Carboidrati (g)
29
26
34
23
37
Proteine (g)
3
3,2
4,3
4,6
4,3
Vitamina B1 (mg)
0
0,2
Dato mancante
0
0,1
Acido folico (mg)
1,3
4,4
Dato mancante
0,7
0,3
Ferro (mg)
0,2
0,6
Dato mancante
0,7
0,3
Calcio (mg)
2,7
11
Dato mancante
3,2
26
Magnesio (mg)
7
48
Dato mancante
35
12
Fibre
1,3
2
5,3
2
1,2

Tutti i valori sono riferiti ad un bicchiere di riso cotto senza condimenti né olio.



Il riso e la stitichezza: il riso bianco è noto come un alimento astringente – è la prima scelta in caso di diarrea. D'altro canto molti evitano di mangiarlo se temono la stitichezza. Per chi è a rischio di stipsi, eppure vorrebbe mangiare riso, la scelta giusta è il riso integrale o rosso che, per via del più alto contenuto di fibre, in genere non provoca stipsi, e si può consumare senza timore.(2)

Riso e allergia: si pensa che il riso sia un alimento ipoallergenico, dal momento che l'allergia al riso è rara. È possibile che ciò sia dovuto al basso contenuto di proteine. Nelle diete di eliminazione, che sono un modo per scoprire per quale alimento si ha un'allergia o un'intolleranza, si possono fare dei pasti a base di riso. Una dieta di questo tipo va stabilita sotto la guida professionale di un dietista.(3)

Uso del latte di riso: Il nome “latte di riso” induce in errore. Si tratta di una bevanda dal colore bianco per via dell'amido di riso. Contiene soprattutto carboidrati, è quasi privo di proteine e ha pochissime vitamine e minerali. Possiamo affermare che dal punto di vista nutrizionale il latte di riso apporta soltanto carboidrati.
Gli adulti possono usarlo per macchiare il caffè o come aggiunta dolce e densa al frappè o al pudding, ma non è assolutamente adatto come bevanda per bambini o neonati, e un uso prolungato rischia di provocare carenze alimentari.

Il riso e la pressione alta: al centro medico di Assaf, un medico ha effettuato una ricerca che esamina un programma di riduzione dell'alta pressione arteriosa basato sul riso integrale, con promettenti risultati iniziali.
I partecipanti dicono di aver sperimentato un rapido calo della pressione arteriosa, che sono riusciti a mantenere nel tempo. Il programma si basa sul passaggio al solo riso integrale e ai suoi derivati per una settimana, in seguito si aggiungono gradualmente verdura, frutta, altri cereali, legumi, ecc. Sono comprese anche tecniche di rilassamento e attività fisiche. Si tratta di una procedura da seguire soltanto sotto stretta supervisione medica.(4)

L'autrice è una dietologa clinica, membro del forum vegetariano e vegano di “Atid” - Associazione Israeliana dei Dietisti e dei Nutrizionisti.

Note


(1) מצב הוויטמינים והמינרלים באורז החלוט משופר יחסית לאורז הלבן. האורז המלא מכיל כמות יפה של מגנזיום יחסית לאורז הלבן והחלוט. אורז הבר בעל תכונות תזונתיות הקרובות לאלה של אורז מלא.
(2) אם קיים חשש מעצירות, ובכל זאת רוצים לאכול אורז, הבחירה הטובה היא אורז מלא או אדום. בשל תכולת סיבים גבוהה יותר, האורז המלא או האדום בדרך כלל לא גורמים לעצירות, וניתן לאכול אותם ללא חשש.
(3) בדיאטות אלימינציה, שהן דרך לגלות מהו המזון שיש אליו אלרגיה או רגישות, ניתן לבסס את הארוחות על אורז. יש לבנות דיאטה כזו בהדרכה מקצועית של דיאטנית.
(4) על פי משתתפי התכנית חוו ירידה מהירה של לחץ הדם, והצליחו לשמור על ירידה זו לאורך זמן. התכנית מבוססת על מעבר לאורז מלא ומוצריו בלבד למשך שבוע, ואז הוספה הדרגתית של ירקות, פירות, דגנים נוספים, קטניות ועוד. התכנית כוללת גם טכניקות הרפיה ופעילות גופנית . יש לעבור את התכנית בפיקוח רפואי צמוד בלבד. 



Autore: Nira Holland
Apparso su: Yedioth Ahronoth
Tradotto da: Ebraico
Fonte: http://www.ynet.co.il/articles/0,7340,L-4337335,00.html